Martedì, Febbraio 07, 2012
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Bambini: allarme obesità!

obeso_giovanileIn Svizzera dal 20 al 30 % della popolazione ha qualche chilo di troppo ... (Keystone)

L'obesità è cresciuta in modo spettacolare negli ultimi decenni in Svizzera, fino a diventare una delle prime cause di malattie e mortalità.

La lotta contro questo problema sociale rientra ormai nelle priorità assolute delle autorità sanitarie.
Da alcuni anni, il fenomeno dell'obesità non risparmia quasi più nessun paese. Gli esperti lo chiamano ormai, ironicamente, "globesity" (globalizzazione dell'obesità).

Dopo secoli di carenze alimentari, si è giunti in pochi decenni ad enormi eccessi nutrizionali. Oggigiorno vi sarebbero almeno 300 milioni di obesi, senza contare le persone considerate semplicemente in sovrappeso.
"In alcuni paesi in via di sviluppo, come la Cina, basta ormai una sola generazione per passare da un problema all'altro" constata il professor Michel Roulet, specialista di nutrizione dell'Ospedale universitario di Losanna.


Un'epidemia mondiale

Una crescita così rapida ha sorpreso perfino gli specialisti delle autorità sanitarie di molti paesi e dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che, fino a pochi anni fa, concentravano la loro attenzione sulla prevenzione e la cura delle malattie cliniche.
Le malattie sociali o del comportamento - tabacco e obesità in prima fila - sono diventate ormai i killer più pericolosi dell'umanità. Dal 1997, l'OMS definisce l'eccesso ponderale "un'epidemia mondiale" e ne ha fatto una sua priorità.

Come in tutti i paesi industrializzati, la materia grassa miete moltissime vittime anche in Svizzera. Dal 20 al 30% della popolazione è in sovrappeso e quasi il 5% obesa.
Ma ciò che più preoccupa è la crescita tra bambini e adolescenti. "Ci avviciniamo rapidamente ai livelli nordamericani" avverte il professor Paolo Suter, epidemiologo dell'Ospedale universitario di Zurigo. "I bambini obesi di oggi saranno i pazienti obesi di domani".


Numerosi effetti collaterali

Le cause dell'obesità sono ormai note quasi a tutti. Un'alimentazione sbagliata, troppo ricca di grassi e zuccheri, la mancanza di attività fisiche e anche lo stress che stimola a cercare "consolazioni" alimentari.
Per i bambini, gli epidemiologi mettono inoltre l'accento sulla televisione e i videogiochi. L'obesità è in pratica proporzionale anche al loro "consumo".

Altrettanto conosciute sono le ripercussioni dell'obesità, a cominciare dai problemi meccanici, come i danni alle articolazioni, le difficoltà respiratorie, le apnee del sonno.

Ma gli obesi si sottopongono a rischi ben peggiori: diabete, insufficienze renali, arteriosclerosi, accidenti cardiovascolari, solo per citarne alcuni.
"Nessun altra malattia, come l'obesità, provoca così tanti effetti collaterali negativi" sottolinea il professore Paolo Suter.


Costi sanitari altissimi

Dopo aver sottovalutato un po' il problema troppo a lungo, l'Ufficio federale della sanità (UFSP) sta ora moltiplicando le sue campagne di sensibilizzazione. Venerdì ha presentato programmi e obbiettivi, a Berna, nell'ambito di una conferenza nazionale organizzata assieme all'Associazione svizzera per l'alimentazione.

I problemi dovuti al peso e all'alimentazione provocano costi sociali diretti di 1 a 2 miliardi di franchi all'anno in Svizzera. "Indirettamente, combinate con altri fattori, sono all'origine di circa un terzo di tutte le spese medico-sociali" fa notare Jürg Lüthy, responsabile della sezione alimentazione dell'UFSP.

Gli organi federali e cantonali intendono ora agire su tutti i fronti per lottare contro l'obesità, concentrando la loro attenzione sull'infanzia. Secondo gli studi, un bambino obeso su due diventa infatti un adulto obeso.

Ed è soprattutto nei primi 5 o 6 anni di vita che bisogna combattere l'eccesso di peso con un regime alimentare e fisico adeguato: in seguito la percentuale di ricaduta nell'obesità è infatti estremamente alta.
«L'obesità non potrà essere vinta senza importanti cambiamenti sociali.»
Michel Roulet, specialista di nutrizione dell'Ospedale universitario di Losanna


Fattori sociali

Tenendo conto delle difficoltà di "uscire" dall'obesità, gli interventi devono concentrarsi ancora una volta sulla prevenzione. Ma anche in questo campo, i primi risultati non hanno dato frutti molto positivi.
Ora, gli specialisti propongono tra l'altro di introdurre corsi di educazione alimentare in ogni scuola, sul modello dei corsi di educazione sessuale.

"Ma l'obesità non potrà essere vinta senza importanti cambiamenti sociali", sottolinea il professor Michel Roulet. "Bisogna capire ad esempio perché i bambini trascorrono troppe ore dinnanzi agli schermi televisivi".

Tra le ragioni che emergono dagli studi vi sono numerosi problemi legati proprio all'ambiente sociale: famiglie monoparentali, genitori che lavorano, mancanza di centri sportivi, strade troppo pericolose, ecc.

swissinfo, Armando Mombelli

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